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A teatro il Festival Materia Prima 2019: il programma

Mara MarchiMara Marchi 1 mese fa
Pirandello e Roberto Latini a teatro
Foto di scena tratta da “Sei. E dunque, perché si fa meraviglia di noi?”, regia di Roberto Latini. Ph di Angelo Maggio

Dal 7 marzo al 13 aprile, sul palco del Cantiere Florida, ritorna “Materia Prima”, il festival organizzato da Murmuris, luogo di confronto tra artisti e pubblico, spazio di dialogo tra le produzioni più significative del panorama teatrale non solo nazionale.

Il 2019 ospiterà sei tra gli spettacoli più interessanti dell’anno, attraverso i più diversi linguaggi della scena, una produzione israelo-palestinese che racconterà vicende di cronaca, miti, drammaturgie classiche e nuovi autori, in collaborazione con Middle East Now Festival 2019 e con Attodue. Tra i registi della sesta edizione: Giorgio Barberio Corsetti, Roberto Latini, Stefano Cordella e Marta Cuscunà; tra gli sceneggiatori, invece, Concita De Gregorio e Massimo Sgorbani; PierGiuseppe Di Tanno (Premio Ubu 2018 miglior attore under 35), Gaia Saitta, Cinzia Spanò e Francesco Errico tra gli attori presenti.

Il festival verrà raccontato mercoledì 6 marzo alle ore 18.00 alla Libreria Todo Modo di Firenze.

Gli spettacoli della sesta edizione

-> 7 marzo: “Mi sa che fuori è primavera”. Irina Lucidi è una donna alla quale un giorno vengono sottratte dal marito le due figlie gemelle di sei anni. L’uomo si uccide e le bambine non saranno mai più ritrovate. Cinque anni dopo la tragedia, Irina decide di raccontare la sua storia alla giornalista e scrittrice Concita De Gregorio. Dalla sua toccante testimonianza nasce questo spettacolo, diretto da Giorgio Barberio Corsetti, nella versione teatrale interpretata da Gaia Saitta.

-> 14 marzo: “Sei. E dunque, perché si fa meraviglia di noi?”. Fortebraccio Teatro presenta un lavoro decostruito da ‘Sei personaggi in cerca d’autore’, nella sensibilità di un solo attore in scena: PierGiuseppe Di Tanno. Una drammaturgia di Roberto Latini in forma di scrittura scenica che attraversa la condizione metateatrale dei sei personaggi pirandelliani, per incontrarli nell’epifanica smania che li porta sul palcoscenico.

-> 21 marzo: “Lo soffia il cielo. Un atto d’amore”. Il lavoro prende vita da ‘Le cose sottili nell’aria e Angelo della gravità’, due testi dello scrittore Massimo Sgorbani. In questo adattamento diretto da Stefano Cordella, i protagonisti sono una madre e un figlio ai tempi della società dei consumi e delle immagini. Lei chiusa in casa e teledipendente, lui considerato strano e con grosse difficoltà relazionali. Entrambi si creano il proprio mondo per sopravvivere in una realtà totalmente alienata, in cui gli affetti sono condizionati dall’invasione mediatica e la comunicazione viene filtrata. I due sfogano le proprie frustrazioni attraverso monologhi intrecciati, nei quali vengono svelate le drammatiche conseguenze del bisogno d’amore del figlio, vittima anche di un lento e inesorabile distacco della madre, che guarda al passato con rabbia e disincanto.

-> 28 marzo: “Il canto della caduta”. Lo spettacolo di Marta Cuscunà racconta il mito di Fanes, una tradizione popolare dei Ladini, piccola minoranza etnica che vive nelle valli centrali delle Dolomiti. La figura principale del racconto è Dolasilla, principessa dei Fanes, costretta da suo padre (chiamato il falso re) a diventare una Tjeduya, una guerriera. E sarà proprio questa scelta sciagurata del falso re, ossessionato dal possesso di ricchezze e dal potere sulle terre e sulle genti vicine, a causare la fine del regno matrilineare e del suo popolo.

-> 4 aprile: “I, Dareen T.”. Il lavoro diretto da Nitzan Cohen è un documentario in forma di monologo teatrale, basato sulla storia della poetessa palestinese Dareen Tatour, condannata dalle autorità israeliane per incitamento alla violenza a causa di una poesia e due post pubblicati su Facebook. Nel maggio 2018 è stata condannata a 5 mesi di reclusione. Durante questa battaglia legale, Einat Weizman, un’attrice e attivista ebrea israeliana, ha incontrato Dareen e ha deciso di affiancarla. L’incontro tra le due ha portato a un’amicizia speciale dalla quale è nato lo spettacolo basato sulle memorie di Dareen, scritte durante il periodo degli arresti domiciliari, sulle sue poesie e sui suoi pensieri intrecciati con i testi della stessa Einat.

-> 6 aprile: “Memory box”. Un uomo dondola all’interno della sua tana e medita, alla ricerca di quel momento unico che ha cambiato la sua vita e l’ha reso l’uomo che è ora. Che cosa succederebbe a ognuno di noi se si trovasse il modo di modificare i propri ricordi, di giocare a piacimento con la propria memoria? La regia di Emiliano Pergolari prende spunto da Krapp, uno dei personaggi simbolo dell’opera beckettiana, portando in scena un uomo solo, coi suoi ricordi, le sue registrazioni e quel momento che può cambiare tutto. Ce la farà il nostro eroe ad adeguarsi ai tempi? (Prenotazione obbligatoria, max 50 spettatori).

-> 12 e 13 aprile: “Giusto la fine del mondo”. Il testo di Jean Luc Lagarce viene riproposto in questa edizione di Materia Prima 2019 da Murmuris + Attodue, per la regia di Simona Arrighi. Lo spettacolo è un oceano infinito di parole che i protagonisti riversano l’uno sull’altro, eppure si avverte solo il silenzio e l’impossibilità di dirsi davvero qualunque verità. Un uomo torna a casa, dalla sua famiglia, per comunicare che presto morirà. Se ne andrà senza averlo detto, ma l’incontro con la madre, la sorella, il fratello e la cognata, sarà per tutti una nuova occasione di rivelarsi.

Tutte le info su: www.teatroflorida.it

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