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Capolavori agli Uffizi: le dieci opere da non perdere

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Giotto, Beato Angelico, Leonardo, Raffaello, Michelangelo, Caravaggio… ecco alcuni degli straordinari artisti presenti alle Gallerie degli Uffizi. Per ammirarli tutti bisognerebbe trascorrere intere giornate tra le sue sale e perdersi tra quadri, sculture e affreschi.

Ma se avete poco tempo e volete comunque godere della bellezza racchiusa in quelle sale ecco dieci capolavori selezionati per voi. Assolutamente imperdibili!

La Maestà di Giotto

Entrando nella seconda sala dedicata ai primitivi troverete ad accogliervi l’imponente Maestà dipinta da Giotto agli inizi del Trecento per la chiesa fiorentina di Ognissanti. Tra i capisaldi della pittura italiana, si distingue per il suo naturalismo e per il recupero della spazialità tridimensionale degli antichi.

L’adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano

Nella sala 7 del gotico fiorentino ci si può soffermare sui dettagli della quattrocentesca Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano, con la sua profusione di ori e gli eleganti dettagli degli abiti, sottolineati anche dall’accurata scelta dei colori.

I ritratti dei Duchi di Urbino di Piero della Francesca

Nella sala successiva sono esposti due dei più celebri ritratti del Rinascimento italiano: i profili di Federico da Montefeltro e Battista Sforza, duchi di Urbino, realizzati intorno alla metà del Quattrocento da Piero della Francesca.

Fonte: ritratti di Piero della Francesca (Uffizi) – Lorena Vallieri

Botticelli e Leonardo

Tra i tanti capolavori di Botticelli consigliamo i piccoli ma preziosi episodi dedicati a “Giuditta e Oloferne” (sala 9), così come di Leonardo suggeriamo piuttosto di fermarsi ad ammirare l’“Adorazione dei Magi”, a lungo creduta un’opera incompiuta e ora restituita al suo originario splendore grazie a un accurato restauro (sala 85).

Il Tondo Doni di Michelangelo

Da Leonardo a Michelangelo con il celebre “Tondo Doni”, ancora conservato nella sua cornice originale. Eseguito a tempera intorno al 1507, è l’unico dipinto su tavola concluso dal grande artista. Rappresenta la Sacra Famiglia in una composizione energica e piuttosto inconsueta che ha suscitato accesi dibattiti intorno al suo significato (sala 35).

Fonte: particolare del Tondo Doni di Michelangelo (Uffizi) – Lorena Vallieri

La Madonna del Cardellino di Raffaello

Tutt’altra armonia e serenità ispira la contemporanea “Madonna del Cardellino”, dipinta da Raffaello durante un soggiorno a Firenze tra il 1504 e il 1508. La sua emozionante bellezza risiede nella semplicità della composizione, nella dolcezza degli sguardi che legano le figure e nello sfumato leonardesco impiegato per dissolvere l’atmosfera del paesaggio sullo sfondo (sala 66).

Giuditta che decapita Oloferne di Artemisia Gentileschi

Con “Giuditta che decapita Oloferne” di Artemisia Gentileschi siamo ormai agli inizi del Seicento (sala 90). L’effetto è potente e l’eroina esprime un’energia che molto deve all’esempio di Caravaggio sia nell’uso della luce, sia nella drammaticità della composizione. Quella stessa intensità che si riscontra nel “Sacrificio di Isacco” dipinto dal Merisi per Maffeo Barberini, futuro papa con il nome di Urbano VIII (sala 90).

Fonte: Giuditta che decapita Oloferne di Artemisia Gentileschi (Uffizi) – Lorena Vallieri

La Venere di Urbino di Tiziano

Il nostro percorso attraverso cosa non perdere agli Uffizi di Firenze non può che chiudersi con la “Venere di Urbino” di Tiziano, esposta nella sala 83, una delle ultime della Galleria. La sensuale Dea, mollemente abbandonata su un letto e incurante della sua esibita nudità, sembra quasi sfidare il visitatore che sta per lasciare il museo.

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